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 Eurostile... di TheGoldSaint
 
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Eccomi là. Cioè io Alex e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Ed eravamo seduti nel Korova Milkbar, arrovellandoci il Gulliver per sapere che cosa fare della serata. Il Korova Milkbar vende latte+, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quello che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto, e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza.

Arancia Meccanica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di TheGoldSaint (del 19/05/2007 @ 19:51:27, in Speciali, linkato 992 volte)

Juve: Ritorno A casa

Con tre giornate d’anticipo e nonostante ben 9 punti di penalizzazione, la Juventus mette il sigillo alla sua stagione e conquista la matematica promozione in Serie A. Ci voleva la vittoria ad Arezzo e la squadra di Deschamps ha dominato vincendo 5-1 con le doppiette di Del Piero e Chiellini e il sigillo finale di Trezeguet: può partire la festa...

 
Di TheGoldSaint (del 03/02/2007 @ 14:34:11, in Speciali, linkato 946 volte)

Una riflessione di Vittorio Zucconi, Direttore de "La Repubblica".

Il peggiore insulto alla memoria dell'ispettore ucciso arriva dai pelosi, ripugnanti cordogli di quei personaggi che hanno per anni allevato e coccolato la vipera del teppismo organizzato che ora si rivolta contro il calcio e oggi stigmatizzano ciò che avevano sotto il naso e sotto gli occhi. Sospendere i campionati per riprenderli poi con qualche minuto di silenzio, è fare come il tossicodipendente che sta un anno senza farsi e poi ricomincia per premiarsi di essere stato pulito. Abbiamo creato noi media, in primo luogo le tv sia quelle ufficiali che quelle spazzatura e le tragiche radio tifo, la cultura del "moviolismo", del "ce l'hanno con noi", del "soli contro tutti", del "gol del Turone", del rigore su Ronaldo, del "gomblotto", alimentando l'illusione che qualche miracolo tecnologico o qualche testa importante simbolicamente mozzata potesse supplire alla ignoranza, alla violenza, alla idiozia di certi farabutti da curva e alla disonestà di maneggioni che presentano bilanci truffa anno dopo anno. Abbiamo - per favore non diciamo "hanno" come fanno i cialtroni qualunquisti indicando sempre gli altri - abbiamo ammazzato il calcio come sport professionale organizzato. L'Italia, la nostra Lega, deve essere espulsa dalla Uefa e messa in quarantena, come i portatori di tifo e di colera, e poi, se saprà dimostrare di aver fatto pulizia dei piccoli assassini e dei grandi farabutti, potrà essere riammessa al tavolo degli adulti e delle persone per bene. Da soli non ce la faremo mai, Devono buttarci fuori, espellerci, sospenderci, eliminarci d'ufficio dalle competizioni internazionali, come noi avremmo dovuto fare autonomamente dopo Moggiopoli anziché assegnare scudetti di carta e immaginarie posizioni in classifica solo per non perdere i soldi e come si fa con chi non è degno di stare con le persone civili. Fu fatto con l'Inghilterra negli anni dell'hooliganismo e funzionò. Noi non siamo degni di stare a tavola con le persone per bene. Salvate il calcio, il più bello sport del mondo, escludete l'Italia per darci la forza di espellere le sostanze tossiche accumulate in questi anni. Vi prego, vi prego, cacciateci.

(www.repubblica.it)

 
Di TheGoldSaint (del 12/11/2006 @ 13:16:02, in Speciali, linkato 1119 volte)

Dopo gli attacchi dai vari cavalcavia contro le automobili, a Venezia è stato preso per la prima volta a sassate un vaporetto. Una delle pietre lanciate dai teppisti ha provocato la frattura della caviglia di una donna, che è stata ricoverata all'ospedale.

I sassi sono stati scagliati da una riva contro un vaporetto della linea 1 di Venezia, in navigazione tra San Zaccaria e Lido. Per i passeggeri sono stati attimi di terrore anche perché le pietre, dopo aver sfondato i finestrini, avrebbero sfiorato le teste di alcune persone.

La pronta reazione del comandante del battello dell'Actv, l'azienda trasporti veneziana, secondo i testimoni, avrebbe evitato il peggio. L'uomo ha infatti allontanato il natante dalla riva approdando sulla sponda opposta. Alcune persone hanno riferito di aver visto, poco prima del lancio delle pietre, alcuni giovani sostare sulla riva.

 
Di TheGoldSaint (del 28/10/2006 @ 00:02:12, in Speciali, linkato 876 volte)
La Juventus FC SpA prende atto della sentenza emessa dalla Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni, che riconosce almeno in parte l’enorme impegno e lo spirito di sacrificio dimostrato dalla società per rinnovare dall’interno la propria struttura e promuovere i valori dello sport a favore dell’intero movimento calcistico nazionale.
 
Di TheGoldSaint (del 28/09/2006 @ 13:43:35, in Speciali, linkato 1132 volte)
NAPOLI - Hanno arrestato un rapinatore e sono stati aggrediti da più di cinquanta persone, tutti amici e parenti del ladro. E' successo agli agenti del commissariato di Torre del Greco, vicino a Napoli. A fare da sfondo alla scena - che di recente si è ripetuta più volte - i quartieri spagnoli della città partenopea.

Gli agenti si sono recati in via Santa Maria Ognibene, ai Quartieri Spagnoli, dopo che un uomo questa mattina aveva denunciato un furto di 10 mila euro. Dopo aver ritirato il denaro presso una filiale della banca Intesa di Torre del Greco l'uomo ha detto di essere stato avvicinato da due persone a bordo di uno scooter. I due lo hanno minacciato con una pistola, hanno preso i suoi soldi e sono scappati. Per fortuna però la vittima è riuscita ad annotare la targa del motorino e ha presentato denuncia. Le forze dell'ordine hanno effettuato i controlli e hanno scoperto che lo scooter era intestato a una donna appunto residente ai Quartieri Spagnoli. Ed è scattata la retata.

I poliziotti, arrivati sul posto, si sono imbattuti nei due ladri. Uno è riuscito a scappare a piedi, l'altro, Giuseppe Saltamacchia, 27 anni, a bordo di un ciclomotore, è stato arrestato. L'uomo, con precedenti penali, era già noto alle forze dell'ordine.

Poi, improvvisamente, circa cinquanta persone, in gran parte donne, tutti amici dei due ladri, hanno cominciato a urlare contro i poliziotti, li hanno aggrediti con calci e pugni e spintonati. Nel mirino degli aggressori è finita anche una volante della polizia arrivata a sostegno dei colleghi. Nel caos i poliziotti sono comunque riusciti a difendersi e ad arrestare altre due persone: Elena Forte, 44 anni, che risultata imparentata con il malvivente che è riuscito a fuggire, e Maria Saltamacchia, 24 anni, sorella dei Giuseppe.

I tre sono accusati di resistenza, violenza, minacce, danneggiamento e lesioni. Accompagnati in questura hanno trovato anche lì amici e sostenitori. Una ventina di persone si erano infatte radunate sotto la sede per protestare ancora contro gli agenti e chiedere la liberazione dei tre arrestati.
 
Di TheGoldSaint (del 25/09/2006 @ 19:59:54, in Speciali, linkato 1037 volte)

Salvate le Maldive. Salvate la Grande Barriera Corallina. Salvate le paludi delle Everglades. Salvate la costa della Dalmazia. E la costa amalfitana. E Goa. E l'acropoli di Atene. E la valle di Kathmandu. E qualche altra delle "meraviglie del mondo" che rischiano di essere danneggiate irreparabilmente o addirittura di scomparire sotto i colpi di un duplice nemico: il cambiamento climatico e il turismo di massa. Un rapporto preparato dal Centre for Future Studies di Londra ha lanciato l'allarme in questi giorni sulle destinazioni turistiche in pericolo: entro il 2020 alcune di queste località potrebbero essere così calde da convincere i turisti a passare le vacanze verso lidi più a nord; e altre potrebbero essere talmente sovraffollate da richiedere un sistema di "quote", con un numero massimo di visitatori ammessi al giorno, al mese o all'anno, per evitare il disastro.

L'allarme diventa ancora più serio per le previsioni a medio e lungo termine: intorno all'anno 2080, afferma la ricerca, l'intera area del Mediterraneo potrebbe avere temperature africane mediamente al di sopra dei 40 gradi, perlomeno in estate. "Turisti inglesi o tedeschi, per quella data, troveranno un clima più adatto alle vacanze nei propri paesi", osserva il professor David Viner, uno dei più autorevoli studiosi britannici del surriscaldamento del pianeta. Intitolato The future of world travel (Il futuro del turismo mondiale) e anticipato dall'Independent e da altri giornali inglesi, il rapporto contiene un elenco delle destinazioni "a rischio" con una serie di scenari di quello che potrebbe accadere in ciascuna regione.

Per quello che riguarda in particolare l'Italia, la previsione è che le ondate di calore durante i mesi estivi saranno sempre più frequenti, causando non soltanto giornate ma anche notti insopportabilmente calde e umide. Nel giro di quindici anni, la costa amalfitana e la Toscana avranno almeno venti giorni di secca in più all'anno rispetto al presente, e questo aumenterà la possibilità di incendi. Nel sud della Spagna la situazione sarà anche peggiore, creando un habitat favorevole alla diffusione di zanzare che trasmettono la malaria.

Allo stesso tempo, l'aumento del turismo di massa, favorito in certe regioni dal fenomeno dei voli a basso costo, potrà rendere alcune zone talmente popolate da turisti da travolgere le strutture esistenti. Il Nepal si riempirà di sciatori come un villaggio alpino, prevede ad esempio il rapporto. La Grande Barriera Corallina in Australia e le isole Maldive perderanno la loro caratteristica bellezza sotto l'assedio sempre più massiccio del popolo dei vacanzieri.

La soluzione? Imporre quote per ridurre il numero dei visitatori. "Via dalla pazza folla" non sarà più solo uno slogan per chi ama vacanze "intelligenti", ma forse diventerà un imperativo per tutti.

 
Di TheGoldSaint (del 15/09/2006 @ 14:12:19, in Speciali, linkato 1023 volte)
Fogne otturate e strade allagate. E' il segno piu' evidente del violento fortunale che si e' abbattuto dalle prime ore di stamane su Napoli e su gran parte della Campania. Le strade del capoluogo, quasi dappertutto, sono un tappeto d'acqua perche' le caditoie delle fogne, cui manca da tempo ogni tipo di intervento di manutenzione, non riescono ad assorbire la massa di pioggia che si riversa sulla citta' ormai da ore. Lungo Corso Umberto, una delle arterie principali, che collega la Stazione Centrale con Piazza Borsa e il centro cittadino, si sono formati due fiumiciattoli che scorrono paralleli accanto ai marciapiedi e formano dei laghetti all'incrocio con le strade trasversali, costringendo i cittadini a camminare lungo la carreggiata in balia degli spruzzi d'acqua delle auto in sosta. Gli allagamenti, poi, sono la causa prima delle centinaia di chiamate pervenute al centralino dei vigili del fuoco, che hanno tutte le squadre all'esterno. L'acqua ha invaso cantinati e locali terranei ed in alcune circostanze i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per prestare aiuto ad automobilisti rimasti isolati. Al momento non si segnalano smottamenti ne' frane.
 
Di TheGoldSaint (del 25/08/2006 @ 20:46:32, in Speciali, linkato 1160 volte)

La popolazione invecchia e gli edifici subiscono un rapido degrado; si moltiplicano negozi e bar, mentre sempre più case restano abbandonate.

VENEZIA - I VAPORETTI che la sera portano via i turisti sono stracolmi. Ma poche luci sono accese nelle case. E piano piano si spegneranno tutte. Il conto alla rovescia, nella città che fu dei Dogi, è cominciato, e nel 2030 qualcuno taglierà il nastro della città fantasma. Tra 24 anni, se l'esodo che continua inarrestabile da 40 anni andrà avanti a questi ritmi, Venezia non avrà più neanche un abitante. Solo frotte di turisti. Sono 18 milioni l'anno già oggi, 50mila in media al giorno.

E Tra vent'anni rischiano di essere il doppio. Residenti zero, turisti centomila. E allora il destino, sempre temuto, di diventare la Disneyland d'Italia, sarà compiuto. Si apriranno i cancelli la mattina e si chiuderanno la sera, e non sarà più uno scandalo, anzi sarà normale, far pagare il biglietto per entrare. Ma Venezia all'anno zero, senza più la sua gente, la cantilena del suo dialetto, non sarà più una città. Solo la quinta di un antico teatrino di marmi e di merletti abbandonato sull'acqua per il passatempo di legioni di turisti di tutto il mondo.

Il disastro annunciato è raccontato dalla fredda voce delle cifre dei tabulati dell'anagrafe comunale. Dal 1966 a oggi, dall'anno dell'alluvione di cui il 4 novembre ricorre il quarantennale, il centro storico di Venezia ha perso la metà dei suoi abitanti: erano 121mila nel '66, sono 62mila oggi, e 3mila di questi sono stranieri. Il calo, negli ultimi quarant'anni, è stato sempre costante - come è stato costante l'innalzamento del livello del mare: salito di 5 centimetri negli ultimi 5 anni - e non si è mai arrestato: 102mila abitanti nel '76, 84mila nell'86, 69mila nel '96. Se ne sono andati mediamente mille abitanti l'anno, con punte di mille e cinquecento, e un picco di quasi duemila raggiunto adesso: nel solo 2005 hanno lasciato la città lagunare 1.918 abitanti. Un nuovo, inquietante, campanello d'allarme. "Stiamo andando oltre il livello di guardia - dice l'assessore comunale alla casa Mara Rumiz - superato questo, Venezia non sarà più una città normale, ma si trasformerà in una mera meta turistica, e perderà il suo fascino anche per i turisti stessi".

Gli esperti di movimenti demografici prevedono che l'esodo da Venezia continuerà e le cifre aumenteranno: nei prossimi anni lo spopolamento potrebbe stabilizzarsi su una cifra leggermente superiore a quella attuale, intorno a una perdita media di 2.000-2.500 abitanti l'anno. Se sarà così, e non vi sono motivi per pensare che vada diversamente perché non si intravedono ancora segnali precisi di un'inversione di tendenza, nel 2030 lo spopolamento sarà completato, e Venezia rimarrà deserta. O meglio, vuota di abitanti ma piena di turisti. Non confortano neanche le cifre dell'intera popolazione del Comune, anch'essa in calo in tutto il territorio. Non è solo Venezia che perde abitanti, calano anche quelli delle isole dell'estuario (dai 51mila del 1966 ai 31mila di oggi) e quelli di Mestre e della terraferma: da 193mila a 176mila. In quarant'anni l'intero Comune ha perso 100mila abitanti, scendendo da 365mila a 269mila. "Pochi per la città capoluogo del Veneto e che vuol essere un punto di riferimento nazionale e internazionale per la qualità di servizi e l'offerta culturale", dice l'assessore.

Perché se l'esodo della popolazione è il male più grave di Venezia, l'emergenza più acuta, più ancora dell'invasione turistica, dell'acqua alta e del pericolo di nuove alluvioni, la prima causa che lo ha determinato è proprio il problema della casa. Non solo perché dopo l'alluvione vennero abbandonati 16mila pianiterra divenuti inabitabili, ma perché i costi delle abitazioni sono diventati insostenibili per i residenti. Oggi una casa a Venezia, in un mercato dominato da cittadini stranieri con maggiori possibilità economiche, viene venduta dai 6 agli 8mila euro al metro quadro, mentre per un appartamento di 80 metri quadri in affitto nelle zone del centro vengono chiesti in media 2mila euro al mese. Inoltre gli sfratti sono molti, e tante case diventano locande e bed & breakfast. Negli ultimi anni, secondo l'Osservatorio Casa del Comune, ce n'è stata un'autentica invasione: ben 706 appartamenti del centro storico sono stati trasformati in alloggi per turisti. Al Comune, che è proprietario di 4.839 alloggi pubblici, sono giunte quest'anno 2.835 nuove domande di cittadini veneziani che chiedono di diventare inquilini di una casa pubblica.

Ma ad accrescere le difficoltà di chi decide di rimanere a vivere a Venezia, si aggiungono la velocità del degrado delle abitazioni, gli alti costi di manutenzione di case spesso vecchie, malandate, aggredite dall'umidità, e i disagi provocati ai residenti dall'onda del turismo: dalle difficoltà per salire su un vaporetto stracarico a quelle di trovare un ristorante "normale" a prezzi normali. Se l'esodo ha spopolato e invecchiato la città (un quarto della popolazione ha più di 64 anni), l'eccesso di turismo ne ha cambiato i connotati.

Basta vedere che chiudono i negozi che segnano la vita di tutti i giorni: panettieri, macellai, fruttivendoli, droghieri, calzolai, fabbri, falegnami, sarti, merciaie. Perfino le vecchie osterie. Al loro posto aprono boutiques grandi firme, multinazionali del fast food, botteghe di paccottiglie, bancarelle di maschere di Taiwan, merletti di Burano della Cina, vetri di Murano della Romania. E la città, sempre più stravolta e invivibile, è dominata da clan rapaci di osti e affittacamere, intromettitori e battitori abusivi, gang di motoscafisti, corporazioni di gondolieri avidi e bancarellari furbi. Grida, divieti, proteste, denunce, non bastano. Ogni sera c'è una luce che si spegne e una finestra che si chiude.

(Fonte: la Repubblica)

 
Di TheGoldSaint (del 26/07/2006 @ 22:00:33, in Speciali, linkato 1092 volte)

NAPOLI - Per tre volte ha provato a infilarsi nella solita strada, quella che porta alla tangenziale. E per tre volte il vigile urbano Nicola Di Bonito è tornato indietro. "C'era una barriera alta quattro o cinque metri e lunga venti, da lì non si poteva passare più, ho preso un'altra strada contromano e così ce l'ho fatta a uscire da casa", racconta mentre ci accompagna alla montagna che butta fumi e veleni. Quelli come Nicola, qui li chiamano "i prigionieri della monnezza". Qui è Napoli, Napoli che affoga nei suoi rifiuti.

Quella strada ormai è a senso unico, è una corsia sola, l'altra è una striscia che scende e sale da Pozzuoli a Toiano e poi ancora giù a Monterusciello, quattro o cinque chilometri di sacchi che bruciano, ferraglia, legni, lattine di pomodoro, copertoni, vetri, cassette di frutta, cartoni, bottiglie, una fogna a cielo aperto che si arrampica fino alla casa di Nicola e di altre trecento famiglie.

Erano tutti intrappolati là sopra in via Cupa delle Fescine, accerchiati dalla spazzatura, isolati da giorni. Poi qualcuno ha mandato le ruspe e spostato la montagna di qualche metro per aprire un varco e farli passare. Ma la "monnezza" l'hanno lasciata. È ancora lì, più alta e puzzolente di prima, pressata, tutta schiacciata sui cancelli di un cantiere. Forse verranno tra una settimana a spazzarla via, in questa contrada segnata sulla mappe come "il parco dei fiori". O forse verranno fra un mese, a caricarla sui camion e seppellirla da qualche parte.

Siamo partiti dai Campi Flegrei e siamo arrivati ai piedi del Vesuvio, quaranta chilometri di roghi e di rivolte, una bidonville che si allunga come un serpente, cinque o seimila tonnellate di immondizia che marciscono nei vicoli e sulle piazze, la paura di epidemie, i vigili del fuoco che corrono a spegnere gli incendi, blocchi stradali, discariche che non ce la fanno più a sopportare gli avanzi della grande Napoli.

È un tanfo che soffoca, che copre l'odore del mare da Mergellina a Bagnoli. Auto sprofondate tra buste fradice, garage sbarrati dai cassonetti in fiamme, viali che sono gigantesche pattumiere. Una mattina li svuotano e poi per settimane la "monnezza" resta ad appestare l'aria, non passa nessuno a prenderla.

I camion da almeno trenta giorni non vanno più in via Parini a Monterusciello, città nata per accogliere i terremotati di Pozzuoli, quelli del bradisisma dell'83. Ogni palazzo ha il suo albero dove scaricare, ogni quartiere ha il suo inferno di odori, le sue mosche, la sua diossina sprigionata dall'ultimo incendio. Sono gli abitanti che danno fuoco alle montagne. Scendono per strada e lanciano l'assalto. "Lo facciamo di media una volta ogni tre o quattro settimane, così arriva la polizia e dopo qualche ora il Comune manda le pale per raccogliere tutto", dice Alfredo Lettieri, uno dei disperati di via Parini.

Se non c'è rivolta, non c'è raccolta di rifiuti nella grande Napoli. Le donne di via Parini mostrano le ricevute di pagamento della tassa dell'immondizia: 196 euro l'anno per un appartamento di 67 metri quadrati. Un salasso. Più cara che al centro di Roma. "Noi paghiamo regolarmente ma loro vengono solo quando diamo fuoco a qualcosa", urla Assunta Iaccarino al ventesimo giorno di attesa di una pala. A Reginelle è anche peggio. Nemmeno con la rivolta ce le mandano là sotto le ruspe e i camion.

All'inizio della settimana hanno portato via qualche tonnellata di pattume a Mergellina e pure a Fuorigrotta. A Scampia, c'è voluto il monito del cardinale Crescienzio Sepe per vedere le strade sgombre. Nella parrocchia del Buon Rimedio, il capo della chiesa napoletana ha alzato la voce: "Questa città è un dono di Dio, si dovrebbe sentire profumo di mare e invece giro per le strade e non è possibile vedere quello che c'è... Puliamola all'esterno Napoli, se vogliamo che sia pulita dentro". Il sindaco Rosa Iervolino gli ha dato ragione. Sfidando le ire degli ambientalisti ha promesso un termovalorizzatore, però non sa ancora in quale punto della città potrebbero costruirlo. Non c'è più spazio a Napoli.

L'assessore comunale alla Nettezza urbana Gennaro Mola ogni sera controlla tabelle, fa i suoi conti. Ha calcolato che negli ultimi tre giorni la città è stata liberata di quasi 5 mila tonnellate di rifiuti. Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso tornerà a Napoli venerdì, vuole scoprire quando e se finirà l'"emergenza".

Ha già incontrato i prefetti della Campania e il governatore Bassolino. Mancano le discariche. Ma i Comuni non le vogliono nei loro territori. Si ribellano. E così, in questa caldissima estate, sta ridiventando tutta una discarica la grande Napoli. L'altro giorno ne è tornata parlare la stampa estera. "Si cammina sui sacchetti neri", ha scritto l'Irish Times la mattina dell'inaugurazione del volo diretto Dublino-Napoli dell'Aer Lingus.

Per andare nei paesi sotto il Vesuvio bisogna passare dalla marina. Se tira vento i sacchetti di plastica galleggiano tra le onde, quando si arriva tra Barra e Sant'Erasmo tutto rimane inesorabilmente a terra. Altre montagne che bruciano. Cento metri di immondizia, cinquanta metri di fetore e poi altri cento metri di cumuli. Un paesaggio urbano da brividi. Fino a San Giovanni a Teduccio dove c'è l'autoparco C dell'Asia, l'azienda speciale per l'igiene ambientale di Napoli. Ci sono sempre camion fermi e stracolmi, gli autisti stanno per ore lì ad aspettare un ordine, il via libera per rovesciare il loro carico in qualche buca.

Ecco Ponticelli. Sopra le sue case corre un'altra tangenziale. È un altro sfacelo. Via Botteghelle, sotto i ponti non si passa più neanche a piedi, i marciapiedi sono un tappeto di rifiuti, anche qui le strade hanno una corsia sola. E dopo Ponticelli c'è Volla, dopo Volla c'è Cercola e poi Terzigno. Sulla statale numero 268 c'è stato il fuoco più grande. Dicono che era lungo 7 chilometri.
Dicono che ancora un po' e divorava anche Napoli.

 
Di TheGoldSaint (del 23/02/2006 @ 19:00:50, in Speciali, linkato 951 volte)
Il cosiddetto "Piano di Rinascita Democratica", parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che aveva al suo centro l'informazione. I suoi obiettivi essenziali consistevano in una riforma della giustizia che comprendesse la Separazione delle Carriere dei magistrati e il conseguente assoggettamento di questi al potere esecutivo, il controllo dei mezzi di comunicazione da parte dei un organismo centrale dipendente dal governo (specialmente le TV), l'acquisto di controllo sulla carta stampata (Corriere della Sera) comprandola tramite movimenti azionari, il ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica con il passaggio, tra l'altro del comando delle Forze Armate nelle mani del Ministero dell'Interno.
 
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