Shinrin-yoku

Bagno nella foresta

“Bagno nella foresta” è la traduzione letterale di Shinrin-yoku: passare alcune ore tra alberi porta ad un aumento della funzione immunitaria con una conseguente diminuzione dello stress.

Shinrin-yoku è un termine coniato nel 1982 dal Ministero delle Foreste giapponese nell’ambito di un programma di sanità pubblica. Lo possiamo tradurre come “bagno nella foresta”. Si tratta, essenzialmente, di un particolare metodo della medicina naturale diffusosi in Giappone nel corso degli anni Ottanta. Tale metodo si basa sul principio che trascorrere del tempo immersi nella natura porti ad avere alcuni sorprendenti benefici per la salute. Tale pratica è conosciuta, anche, come forest bathing o in modo più generico come forest therapy.

In estrema sintesi si tratta di “girovagare” per i boschi traendo giovamento dalle sostanze immunostimolanti emesse dai tronchi e dalle foglie degli alberi.

In Giappone, dove lo Shinrin-yoku è praticato abitualmente da circa 5 milioni di persone, vi sono veri e propri percorsi “certificati”, scelti per le loro qualità terapeutiche. Negli Stati Uniti non esiste un sistema di “certificazione”, tuttavia è presente una collaudata struttura di “guide abilitate”. Anche in Nuova Zelanda, il forest bathing è assai praticato; come in Giappone, sono d’uso comune le green prescription (prescrizioni verdi) cioè disposizioni mediche che inviato il paziente a trascorrere maggior tempo in spazi naturali. In Europa, la pratica dello Shinrin-yoku è ancora poco diffusa. Francia ed Inghilterra sono le nazioni europee dove questa terapia è maggiormente conosciuta. In Italia, sono ancora pochi coloro che sono a conoscenza dell’incredibili benefici apportati dalle foreste.

I benefici della terapia forestale

Tutti gli studi fin qui svolti hanno suggerito che gli ambienti naturali possono avere impatti diretti e positivi sul benessere della persona. Si stima, che trascorriamo mediamente il 90% del nostro tempo al chiuso. Ne consegue un aumento del rischio di disturbi mentali quali insonnia, ansia, deficit dell’apprendimento ma anche fisici come problemi digestivi, cardiocircolatori, per arrivare al più comune “mal di schiena”. Condizioni che contribuiscono ad esacerbare i livelli di stress. Nel 1984, la psicologa clinica americana Craig Brod, per definire tale fenomeno ha coniato il termine “technostress“. La Natura può aiutarci? La risposta è Si.

La prima indagine sugli effetti benefici apportati da un ambiente forestale è stata condotta in Giappone nel 1990; da allora sono stati numerosi gli studi e ricerche. In particolare, tra il 2004 e il 2012, funzionari giapponesi hanno speso circa 4 milioni di dollari studiando gli effetti fisiologici e psicologici del “bagno nella foresta”. Qing Li, professore alla Nippon Medical School di Tokyo, ha scoperto che la terapia forestale ha un effetto stimolante sull’attività delle cellule (NK) Natural Killer. Le cellule Natural Killer fanno parte dell’immunità innata, la prima linea di difesa contro gli agenti patogeni e il cancro, sono quindi strettamente associate alla salute del sistema immunitario e alla prevenzione dei tumori. In uno studio del 2009, i soggetti esaminati dal Professor Li, hanno mostrato un aumento significativo dell’attività delle cellule NK nella settimana successiva alla visita di una foresta, e gli effetti positivi sono perdurati nel tempo.

Una sola giornata trascorsa nel bosco fa aumentare, in media, di circa 40% le cellule NK. Se si rimane per due giorni consecutivi in una zona boschiva, il numero di queste cellule può crescere del 50%! Il livello rimane superiore al normale per circa una settimana dopo un solo giorno di permanenza nel bosco, mentre si allunga a un mese (circa) per una permanenza di 2-3 giorni. Va, infine, notato che queste cellule non saranno solo più numerose ma anche più attive. Tali miglioramenti sono, con ogni probabilità, dovuti ai “fitoncidi”, ovvero gli oli essenziali legnosi, che vengono rilasciati dalle piante per difendersi dall’attacco di parassiti e insetti.

Più in generale, gli studi hanno accertato che i vari elementi dell’ambiente naturale quali l’odore del legno, il suono prodotto dall’acqua che scorre e più in generale il paesaggio, donano una sensazione di rilassamento, riducendo lo stress. Durante un “immersione nella Natura” si è quindi verificata: una riduzione dei livelli di cortisolo (ormone dello stress) salivare; una riduzione della frequenza cardiaca; una riduzione della pressione sanguigna sistolica e diastolica.

Il potere terapeutico degli alberi, e più in generale dell’ambiente naturale, può quindi diventare una valida forma di prevenzione: passeggiare in un bosco, o meglio ancora, come consigliano i medici giapponesi, trattenersi in una zona boschiva per almeno 2-3 giorni, ci permette di abbattere lo stress, e quest’effetto può durare per molto tempo dopo il nostro rientro a casa. Nel 2015, Paul A. Sandifer, Ariana E. Sutton-Grier e Bethney P. Ward, hanno riassunto nell’articolo dal titolo “Exploring connections among nature, biodiversity, ecosystem services, and human health and well-being: Opportunities to enhance health and biodiversity conservation” pubblicato su Ecosystem Services, tutti i benefici nello stare a diretto contatto con gli ambienti naturali.

Ecco la lista di benefici presentata nello studio

  • Benefici Psicologici. Miglioramento del benessere psicologico, della resilienza, dell’autostima, della percezione corporea, dell’attenzione, dei comportamenti sociali, dell’umore, della qualità della vita; riduzione dell’ansia, della depressione, della rabbia, dell’aggressività, della frustrazione, dell’ostilità, della tensione, della fatica, dell’iperattività; aumento delle opportunità di riflessione, della vitalità, della creatività, della felicità, della quiete e del riposo.
  • Benefici Cognitivi. Ripristino dell’attenzione; riduzione della fatica mentale e della confusione; miglioramento della funzione cognitiva, della prestazione accademica, dell’educazione, delle opportunità di apprendimento, della produttività, della capacità di eseguire compiti e della positiva attitudine al lavoro.
  • Benefici Fisiologici. Miglioramento generale della salute e del benessere percepito; riduzione dello stress, delle malattie, della pressione sanguigna, della mortalità per malattie circolatorie e respiratorie, della mortalità per ictus, del dolore, delle infezioni, dell’obesità, della frequenza cardiaca; recupero più veloce da malattie, traumi, interventi chirurgici e dipendenze; aumento delle cellule naturali killer, delle proteine anti-cancro, dell’attività nervosa del sistema parasimpatico (relax e gioia), dell’attività fisica e della longevità; diminuzione dell’attività nervosa del sistema simpatico (risposta “lotta o fuggi”), del livello di glucosio nei diabetici, del diabete di tipo 2, delle nascite premature, dell’esposizione all’inquinamento, dello sviluppo di malattie infettive.
  • Benefici Sociali. Aumento dell’interazione sociale e dell’empowerment; riduzione dell’aggressività, della violenza, della paura e dei tassi di criminalità; miglioramento dell’interazione interraziale e della coesione sociale.
  • Benefici Culturali e Spirituali. Aumento dell’apprezzamento estetico, dell’ispirazione, del benessere spirituale e della soddisfazione ricreativa. Benefici Materiali. Fornitura di derrate alimentari, materie prime, medicinali e altri beni; contributo ai progressi biomedici; aumento del valore della proprietà/casa e del denaro; valore economico del divertimento.

Vai in un bosco. Cammina piano. Respira lentamente.

Questo è lo Shinrin-yoku. Sembrerà banale, ma per fare “un bagno nella foresta” è necessario un luogo con un alta concentrazione di alberi. Tutto qui. Lo puoi fare gratis, non serve altro. Lo scopo è quello di respirare le sostanze immunostimolanti rilasciate dagli alberi (monoterpeni/fitoncidi), approcciandoti alla natura in modo sereno.

I benefici maggiori si ottengono lontano dalle aree urbanizzate dove anche il paesaggio contribuisce al rilassamento della persona e favorisce la predisposizione a questa terapia naturale. Gli studi giapponesi hanno verificato che bastano 15 minuti per ottenere i primi benefici della terapia della foresta. Tuttavia, il protocollo originale giapponese è molto rigido. Prevede che il bagno nella foresta venga eseguito in boschi costituiti da almeno una specie di piante tra queste: il Leccio, la Quercia, il Faggio. Il bagno della foresta andrebbe programmato per 2 giorni consecutivi. Il primo giorno svolgendo una passeggiata (con soste di riposo) di 2 ore. Il secondo giorno, proseguendo la “terapia” la mattina e al pomeriggio.

Sottoponendoci a questo “protocollo”, i benefici riguarderebbero sia il rafforzamento del sistema immunitario che la riduzione degli ormoni dello stress, facendo perdurare questo stato di benessere fino ad un mese dal rientro a casa.

(Fonte: Bagno nella foresta)

Di Pino Volpe

Giuseppe Ivan Volpe, nato a Napoli l'11 dicembre 1980. Diplomato all'Istituto LGD (Laboratorio di Grafica e Design) di Napoli, lavoro a Venezia dal 2006 come webdesigner. Ho un grande interesse per la comunicazione pubblicitaria, il marketing, la fotografia, l'apprendimento (ho una buona conoscenza di Inglese e Spagnolo, sia parlato che scritto), lo sport e i viaggi.

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