- Stabilisci delle priorità. Non tutte le attività sono uguali. Alcune sono più importanti di altre e alcune richiedono più tempo per essere completate. Stabilisci le priorità delle tue attività in modo da poter concentrarti su quelle più importanti prima.
- Fissa delle scadenze. Una volta che sai quali attività sono più importanti, fissa delle scadenze per ciascuna di esse. Questo ti aiuterà a rimanere in carreggiata e a evitare di procrastinare.
- Suddividi le attività grandi in attività più piccole. Le attività grandi e scoraggianti possono essere travolgenti. Dividile in attività più piccole e più gestibili. Questo ti renderà più facile iniziare e rimanere motivato.
- Crea un programma. Una volta che hai fissato delle scadenze per le tue attività, crea un programma per quando le completerai. Questo ti aiuterà a rimanere in carreggiata e a evitare di perdere di vista i tuoi obiettivi.
- Elimina le distrazioni. Quando lavori, cerca di eliminare il più possibile le distrazioni. Ciò significa spegnere il telefono, chiudere le e-mail e trovare un luogo tranquillo dove lavorare.
- Fai delle pause. Anche se è importante rimanere concentrati, è anche importante fare delle pause. Alzati e muoviti ogni 20-30 minuti per evitare di affaticarti.
- Impara a dire di no. È importante imparare a dire di no alle richieste che non sono importanti o che non possono essere completate in tempo. Questo ti aiuterà a evitare di sovraccaricarti e di perdere di vista i tuoi obiettivi.
- Automatizza le attività ripetitive. Se ci sono attività che devi ripetere frequentemente, cerca di automatizzarle. Ciò ti libererà del tempo per concentrarti su attività più importanti.
- Chiedi aiuto quando ne hai bisogno. Non aver paura di chiedere aiuto ai tuoi colleghi o ai tuoi superiori quando ne hai bisogno. Questo è un modo per evitare di sovraccaricarti e di perdere di vista i tuoi obiettivi.
- Ricompensati per i tuoi successi. Quando raggiungi un obiettivo, ricompensati. Questo ti aiuterà a rimanere motivato e a continuare a lavorare sodo.
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Lavorare da casa durante la pandemia ci ha permesso di abbandonare il tran-tran del pendolarismo da e per l’ufficio, tanto che al momento sembra che in molti siano riluttanti a tornare alla loro vecchia routine. Ora che la possibilità di lavorare da remoto sembra essere diventata una realtà a lungo termine, viaggiare e poter “farsi un ufficio” ovunque appare come una possibilità promettente. Diventa quindi possibile ammirare dalla propria scrivania un placido lago montano invece che avere come screensaver un paesaggio alpino.
Lavoro e svago
Ora che in molti hanno la libertà di lavorare ovunque desiderino, il 2021 potrebbe portare a un significativo aumento di chi vuole intraprendere viaggi più lunghi per abbinare lavoro e svago. Molte persone vorrebbero approfittare di un viaggio di lavoro e prolungarlo in modo da godersi un po’ di tempo per sé. Tanti si dicono inoltre propensi ad aggiungere una o due settimane alla loro vacanza in modo da poter lavorare da remoto.
I “must have” degli alloggi
Anche se lavorare da casa ha i suoi vantaggi, c’è chi ha già considerato di prenotare un posto dove soggiornare per cambiare un po’. Questi viaggiatori cercano prevalentemente alloggi che abbiano servizi paragonabili all’ufficio, come il WiFi veloce, e soprattutto una bella vista o una zona accogliente dove la giornata di lavoro possa passare in fretta.
Il lato business dei viaggi
Dato che molti viaggiatori si dicono disposti ad affrontare una quarantena all’arrivo purché gli sia consentito di lavorare durante l’isolamento, i computer portatili diventeranno una nuova necessità in fatto di viaggi nel 2021. Il mondo dei viaggi business vedrà anche una maggiore domanda di privacy, pulizia e soggiorni più lunghi.
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Marzo 2020 sta cambiando il modo in cui pensiamo al lavoro. Non lentamente, non per evoluzione graduale, ma per necessità. In poche settimane, milioni di persone si ritrovano a lavorare da casa, trasformando cucine, salotti e camere da letto in uffici improvvisati. È una migrazione silenziosa, ma totale.
Il fenomeno che molti chiamano smart working, in realtà, qui assume una forma più radicale: non è una scelta organizzativa, è una condizione obbligata. E proprio per questo rivela qualcosa che fino a ieri restava sullo sfondo.
Per anni il lavoro è stato legato a un luogo fisico. L’ufficio come struttura di controllo, coordinamento, identità. Ma in questa fase tutto si sgretola rapidamente. Riunioni su schermo, documenti condivisi in cloud, comunicazioni asincrone. Ciò che prima richiedeva presenza, ora richiede connessione.
Non è solo una questione tecnologica. È una questione culturale. Il lavoro si separa dal suo contenitore tradizionale e diventa attività distribuita. Questo genera due reazioni opposte: da un lato chi scopre una nuova autonomia, dall’altro chi percepisce una perdita di struttura e confini.
La casa, da spazio privato, diventa spazio ibrido. Non è più chiaramente separata dall’ufficio. Il tempo stesso si deforma: le giornate perdono i loro bordi netti, gli orari diventano più fluidi, a volte troppo.
In questo scenario emergono domande che difficilmente verranno archiviate con la fine dell’emergenza. Il lavoro deve essere sempre visibile per essere considerato produttivo? La presenza fisica è ancora un indicatore affidabile di valore? E soprattutto: cosa significa “lavorare bene” quando il luogo non è più un riferimento stabile?
Non tutto è positivo, non tutto è negativo. È una fase di adattamento forzato che accelera processi già in corso. Il digitale non entra nel lavoro: il digitale diventa il lavoro, almeno per una parte consistente delle attività.
Quello che oggi appare come un compromesso temporaneo potrebbe rivelarsi un punto di non ritorno. Non perché l’ufficio scomparirà, ma perché non sarà più l’unica forma possibile.
Il lavoro ha iniziato a perdere il suo indirizzo. E una volta perso, difficilmente lo ritroverà identico a prima.


